La fibromialgia esiste e io l’ho incontrata.
Parleremo nel prossimo video delle difficoltà diagnostiche
La fibromialgia esiste e io l’ho incontrata.
Parleremo nel prossimo video delle difficoltà diagnostiche
L’esercizio fisico è importante per il trattamento della fibromialgia, una condizione cronica che causa dolore e stanchezza muscolare. L’esercizio può aiutare a ridurre il dolore, migliorare la forza muscolare, aumentare la resistenza e migliorare la qualità del sonno.
Tuttavia, è importante che l’esercizio sia adeguato alle capacità individuali. Deve essere eseguito in modo aerobico, evitando i sovraccarichi eccessivi. Inoltre è consigliabile eseguirlo per un congruo periodo di tempo (maggiore di 30 minuti).
L’esercizio muscolare (camminare o pedalare la cyclette) andrebbe eseguito ogni giorno, È quindi auspicato sviluppare un programma di esercizio fisico adeguato. Iniziare con esercizi di bassa intensità e aumentare gradualmente l’intensità e la durata man mano che il corpo si adatta.
L’esercizio può includere attività come il cammino, la bicicletta, l’acqua aerobica o gli esercizi di stretching e di rafforzamento. È anche importante fare esercizio regolarmente per mantenere i benefici a lungo termine.
Durante l’esercizio aerobico vi è un forte contributo al ripristino della soglia del dolore, al miglioramento del tono dell’umore, alla riduzione dell’ansia e alla liberazione di endorfine nel sistema nervoso centrale.
In sintesi, l’esercizio muscolare (compreso lo stretching) è un elemento importante per il trattamento della fibromialgia e può aiutare a ridurre il dolore, migliorare la flessibilità e la forza muscolare e aumentare la resistenza.
stretching
CASO CLINICO DI FIBROMIALGIA
(visita effettuata la scorsa settimana dal Dr. Roberto Gorla)
Questa è l’anamnesi di AB 43 anni, mamma di 2 figli (maschio 13, femmina 9), separata dal marito a 39 anni, impiegata a tempo pieno nel commercio (commessa).
Dai 17 anni lombalgia persistente, sottoposta ad intervento neurochirurgico di stabilizzazione all’età di 23 anni. Perso un anno di scuola superiore, poi diplomata.
Dopo un periodo di miglioramento, all’età di 26 anni ricomparsa del dolore lombare, anche notturno con disturbo del sonno. A questa età era disoccupata, viveva in famiglia e assisteva la nonna con tumore. Frequentava Aldo che avrebbe sposato dopo due anni.
Il dolore lombare si irradiava agli arti inferiori, ma le visite neurochirurgiche, ortopediche e gli esami di laboratorio, radiologici e la elettromiografia erano normali. Il dolore alla schiena rimaneva un mistero. Si trovò costretta a letto per due settimane e non poté presenziare al funerale della amata nonna e per questo si sentì a lungo in colpa e non compresa dai genitori.
La lombalgia sembrò migliorare nel coro dell’anno del suo matrimonio, ma l’anno successivo si ripresentò violento durante la gravidanza. Anche in questo caso non vi fu una interpretazione medica dei sui sintomi. Sottoposta a taglio cesareo, nacque G. Nel puerperio visse un periodo di non motivata tristezza che i medici interpretarono come depressione puerperale. Non poté allattare. Spesso, oltre al solito mal di schiena, compariva indolenzimento ai muscoli degli arti inferiori e superiori e spesso soffriva di mal di testa che un neurologo definì cefalea tensiva. I farmaci consigliati erano poco efficaci, sia sul dolore muscolare che sul mal di testa.
Lavorava part-time come impiegata, ma fu convinta dal datore di lavoro a licenziarsi durante la gravidanza di M. che nacque quando aveva 34 anni. Ebbe una ricaduta della depressione puerperale, ma durò poco e non necessitò di trattamenti farmacologici.
I due figli piccoli erano un peso eccessivo e non poteva contare sull’aiuto di parenti perché abitavano lontano. Ricorda che la cefalea era frequente e il dolore muscolare era divenuto diffuso, migrante, anche notturno. Dormiva sempre meno ed erano comparsi disturbi digestivi con alternanza di stitichezza ed episodi di diarrea improvvisa. Venne sottoposta ad esami gastroenterologici (anche colonscopia) che risultarono nella norma. Venne esclusa anche celiachia e definirono questi disturbi come colon irritabile.
Nonostante tutti questi sintomi la sua vita era dedicata a G e M. Quando M iniziò a frequentare la scuola materna iniziarono i problemi con il marito Aldo. AB aveva 37 anni e le discussioni in famiglia erano all’ordine del giorno. Grazie ad una amica trovò lavoro come commessa a part-time. Ciò le giocò contro in seguito, al momento della separazione, perché gli alimenti disposti dal giudice erano insufficienti a garantirle una vita dignitosa. Fortunatamente le venne assegnata l’abitazione. I figli incontravano il padre 2 volte la settimana (nei weekend).
Aumentò di peso e spesso lamentava vertigini e tachicardia. Il dolore diffuso, la cefalea frequente, il disturbo del sonno, la stanchezza già al risveglio e il colon irritabile sono proseguiti negli anni successivi. Visite mediche ed esami erano sempre normali. Per un episodio di dolore addominale insopportabile si rivolse in Pronto Soccorso, ma anche in questo caso senza diagnosi e medicine utili. Si sentiva una malata immaginaria e percepiva che sia i familiari che i medici non credevano ai sui sintomi. Nessuno aveva pensato che questo fosse un caso clinico di fibromialgia.
Aveva 43 anni quando è giunta alla visita reumatologica (su consiglio di una amica) con una borsa che conteneva anni di indagini mediche e mi ha raccontato quanto avete letto.
Ho quindi diagnosticato Fibromialgia che è la più frequente sindrome da dolore cronico diffuso.
L’ho rassicurata sul fatto che la fibromialgia non tolga un’ora di vita, ma come tutta la sua sofferenza fosse la risultante della lunga durata dei sintomi che si sono via via aggiunti nel corso degli anni. Il dolore cronico induce anche depressione e ti mette in una costante attesa negativa (ansia). Ho cercato di spiegare in parole semplici i rapporti tra disturbo del sonno e dolore, di come molti sintomi “neurovegetativi” dipendano da soglie alterate nella percezione del dolore nelle aree sensitive della corteccia cerebrale. Credo che AB abbia compreso.
Ho spiegato come i farmaci, di per se, non abbiano un ruolo primario nella cura della Fibromialgia, ma che vi è la necessità di fare esercizio muscolare con motivazione, volontà e costanza. L’esercizio muscolare aerobico (camminare o pedalare la cyclette), sebbene sia difficile e doloroso iniziare, è in grado nel tempo di migliorare il dolore medesimo, la qualità del sonno e la stanchezza. Bisogna perseverare.
Per favorire di riuscire a svolgere attività fisica, ho proposto un periodo di impiego di Duloxetina a basso dosaggio (30 mg/die), melatonina (non utili gli ipno-induttori), vitamina D e un antidolorifico al bisogno. Inoltre ho consigliato di iscriversi all’associazione di volontariato locale e di iniziare un sostegno di terapia cognitivo-comportamentale.
Ad AB ho consegnato i questionari ( 2025 FM CLINIMETRIA ) utili a comprendere la gravità della Fibromialgia, quelli per ansia, depressione ed insonnia con l’intento di poter nel tempo monitorare l’andamento della malattia.
Ovviamente è stata fissata una visita di controllo a distanza di 2 mesi.
Questo caso clinico di Fibromialgia è esplicativo della sindrome fibromialgica e puoi vedere il video
Al momento della diagnosi, come spiegato in questo video sulla fibromialgia, è bene impiegare tutto il tempo necessario per spiegare al malato i meccanismi ed il funzionamento delle soglie della percezione del dolore. Il dolore ha una partenza periferica per un danno ai tessuti (trauma, ustione, artrite, artrosi), poi avviene il trasporto del nervo sensitivo, infine l’arrivo nella corticale sensitiva dell’encefalo.
Lungo le vie midollari spinali ed encefaliche del dolore vi sono meccanismi eccitatori e meccanismi inibitori. Possiamo semplicemente chiamare “soglie” quegli equilibri di neuro-ormoni che le costituiscono. Serotonina e noradrenalina sono importanti nella regolazione delle soglie e regolano anche (in altre zone del cervello) il tono dell’umore, l’ansia e lo stress. Non è un caso che anche un lutto venga definito dolore. Ecco quindi che il dolore cronico da alterazione delle soglie può anche riflettersi sul tono dell’umore e di converso come un tono dell’umore basso possa determinare maggiore percezione del dolore.
I rapporti tra dolore del corpo e sofferenza psichica si possono far comprendere con parole semplici e ciò é necessario per motivare il malato a collaborare attivamente al percorso di cura. Il dolore si trasforma nel tempo in sofferenza con innesco di ansia e riduzione del tono dell’umore.
La fibromialgia viene diagnosticata con un ritardo di anni dall’inizio dei primi sintomi.
Come asserito in questo video sulla fibromialgia, non avere una diagnosi ha comportato non essere stati compresi in famiglia, sul lavoro e dai medici consultati. La fibromialgia si diagnostica con una visita effettuata da un reumatologo esperto e non vi sono esami specifici per la sua diagnosi.
Il dolore cronico è in grado di alterare completamente la qualità di vita di un individuo.
In questo video sulla fibromialgia, vi sono le informazioni necessarie e i consigli sui comportamenti necessari da adottare per un cambiamento di vita. E’ necessario conquistare una buona forma fisica e mentale.
La Fibromialgia non toglie un’ora di vita, ma può “avvelenare” ogni ora della vita.
Dr. Roberto Gorla
La qualità di vita del paziente con sindrome fibromialgica è peggiore di quella indotta da malattie considerate ben più gravi, quali l’artrosi, le artriti e le connettiviti. E’ una malattia fortemente invalidante.
La convivenza cronica con dolore e stanchezza induce depressione e assenza di progettualità. A loro volta queste condizioni aggravano la malattia.
Ciò è esplicato nel Video sulla fibromialgia che vi invito a visionare.
Il medico, per ottenere successo, deve costruire un rapporto empatico con il paziente perché, spesso, questi malati hanno già eseguito molteplici visite ed esami e per ciò hanno perso fiducia nei farmaci. Hanno il desiderio di essere creduti e supportati nel percorso di cura.
Iscriviti alla nostra associazione bresciana dei malati reumatici https://www.abarbrescia.org/
L’importanza di eseguire esercizi di stretching nella fibromialgia
Stretching è un termine inglese (che significa allungamento, stiramento) usato nella pratica sportiva per indicare un insieme di esercizi finalizzati al miglioramento muscolare.
Gli esercizi di stretching coinvolgono muscoli, tendini, ossa e articolazioni ed in gran parte consistono in movimenti di allungamento muscolare. Essi comportano:
Benefici:
sul sistema muscolare e tendineo
sulle articolazioni
sul sistema cardiocircolatorio e respiratorio
sul sistema nervoso
È importante ricordare che durante qualsiasi esercizio di Stretching nella Fibromialgia:
Esecuzione. Durante l’espirazione ruotare la testa verso destra lentamente. Durante l’inspiro rimanere fermi. Espirare e proseguire fino alla massima escursione articolare. Durante l’inspiro tornare lentamente alla posizione iniziale. (4 volte per lato)|
Esecuzione. Durante l’espirazione flettere la testa lateralmente verso destra, in modo da avvicinare l’orecchio alla spalla. Durante l’inspiro ritornare col capo eretto. Quindi eseguire allo stesso modo dall’altro lato. (4 volte per lato)|
Esecuzione. Durante l’espirazione reclinare il capo all’indietro . Inspirare e espirare lentamente e profondamente una volta. Durante l’inspiro ritornare col capo eretto. (Ripetere 4 volte)|
Esecuzione. Durante l’espirazione reclinare il capo in avanti. Inspirare e espirare lentamente e profondamente una volta. Durante l’inspiro ritornare col capo eretto. (Ripetere 4 volte)|
Esecuzione: accavallare gli arti inferiori; quello sovrastante determina una spinta sul controlaterale che fa ruotare il bacino e la parte inferire del tronco. (30-60 sec)|
Esecuzione: flettere gli arti inferiori e abbracciarli in modo di tirare le cosce a contatto con la parte anteriore del tronco. (60 sec)|
Esecuzione: partendo in posizione seduta contro la parete, abdurre leggermente le cosce e flettere tronco e capo fra di esse. ( 60 sec)|
Esecuzione: sollevare l’ arto superiore sinistro, flettere il gomito e portare la mano in prossimità del collo. Portare l’ altra mano dietro la schiena verso le scapole. Afferrare le due mani o aiutarsi con un asciugamano. Invertire la posizione dei due arti superiori. (30 sec)|
Esecuzione: mantenere il gomito esteso e con l’ aiuto del polso contro laterale avvicinare il più possibile l’ avambraccio alla spalla opposta. Invertire la posizione dei due arti superiori. (30 sec)|
Esecuzione: dalla posizione quadrupedica, arretrare progressivamente il tronco accentuando la flessione di ginocchia e anche. Gli arti superiori vengono a trovarsi sul prolungamento del tronco. (30 sec)|
Esecuzione: partendo dalla posizione quadrupedica, con le dita estese rivolte verso le ginocchia, arretrare il tronco flettendo le ginocchia. I gomiti devono rimanere estesi. (30 sec)|
Esecuzione: partire seduti in terra con un arto inferiore flesso al ginocchio e piede sotto al sedere mentre l’ altro arto inferiore è esteso al ginocchio. Appoggiare le mani a terra posteriormente alla schiena. Per incrementare lo stretching portare le mani sempre più indietro fino ad appoggiare i gomiti. (30 sec)|
Esecuzione: poggiare l’avampiede sul bordo del gradino mentre l’ altro piede sul gradino successivo. Spostare gradualmente il peso corporeo sul piede più basso mantenendo il ginocchio esteso. (30 sec)|
Esecuzione:seduti sul bordo del lettino con un arto inferiore appoggiato e esteso al ginocchio mentre l’ altro poggia a terra. Aumentare l’ allungamento anteponendo il bacino. Le mani vanno appoggiate alla gamba. ( 30 sec)|
Esecuzione: appoggiare gli arti inferiori contro la parete a ginocchia estese. Lasciare che la forza di gravità porti in progressiva abduzione d’anca. (30 sec)|
Gli Esercizi di Stretching nella Fibromialgia hanno migliorato il dolore e la performance muscolare. https://abarbrescia.org
P. Vezzoli e R. Gorla, 2008