Definizione
Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è un disordine del sistema
immunitario indicato come patologia autoimmune. Nelle malattie autoimmuni,
il sistema immunitario danneggia le proprie cellule ed i propri tessuti
sani. Il LES può colpire numerosi organi e apparati, quali: articolazioni,
pelle, reni, cuore, polmoni, vasi sanguigni e cervello. Sebbene le persone
affette da tale patologia possano manifestare svariati sintomi, alcuni
dei più comuni includono: facile affaticabilità, dolore
e gonfiore articolare, febbre senza spiegazione, eritema a livello della
pelle e disfunzione dei reni. Al momento attuale non ci sono cure per
eradicare il LES, dato che è sconosciuta la causa che lo provoca.
Comunque, il Lupus può essere curato con successo con farmaci appropriati
e la maggior parte delle persone con questa malattia può essere
attiva e vivere normalmente. Il Lupus è caratterizzato dall’alternarsi
di periodi di acuzie della malattia e di periodi di benessere o remissione.
La comprensione di come prevenire gli episodi di acuzie e di come trattarli
quando accadono aiuta le persone con Lupus a mantenere una soddisfacente
salute.
I ricercatori stanno studiando le cause del lupus ed il perchè
la malattia si sviluppa. Sappiamo che questa malattia colpisce più
le femmine dei maschi. Inoltre il Lupus può manifestarsi in più
membri della stessa famiglia, ma il rischio che un bambino o un fratello
o una sorella di un paziente abbia il lupus è basso. Non è
una malattia ereditaria. E’ difficile stimare quante persone soffrano
di questa malattia in quanto i sintomi sono diversi e l’ esordio
è spesso difficile da individuare.
Sebbene il Lupus sia usato come un termine ampio, attualmente si distinguono
tre tipi di Lupus:
1. il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è la forma della malattia
a cui la maggior parte delle persone si riferisce quando si parla di Lupus.
La parola sistemica significa che la patologia può colpire numerose
parti dell’organismo, manifestandosi con sintomi lievi o severi.
Sebbene usualmente il LES colpisca persone con una età compresa
tra i 15 ed i 45 anni, può talvolta esordire nell’infanzia
o nell’età avanzata.
2. Il Lupus Discoide (LED) fa riferimento ad una malattia della pelle,
a livello della quale compare un eritema, rilevato, localizzato spesso
al volto, allo scollo o altrove. Le aree rilevate possono esitare in cicatrici.
Di regola i malati di LED non presentano evoluzione verso un LES.
3. Il Lupus indotto dai Farmaci rappresenta una forma di lupus causato
da uno specifico farmaco. I sintomi sono simili a quelli del lupus eritematoso
sistemico (artrite, eritema, febbre, e dolore toracico) che tipicamente
si risolvono alla sospensione del farmaco stesso.
Il Lupus Neonatale è una rara forma di Lupus che può colpire
i nati da donne con LES o con altre malattie autoimmuni sistemiche. Alla
nascita, il neonato può presentare un eritema cutaneo, anormalità
del fegato o alterazioni del sangue, che persistono per alcuni mesi. Inoltre
il neonato può avere un grave difetto del cuore, che oggi i medici
sono in grado di identificare precocemente e curare prima della nascita.
Il Lupus Neonatale è comunque molto raro e la maggior parte dei
nati da donne con LES è sano.
Le
cause del Lupus
Il Lupus è una malattia complessa di cui non si conoscono le cause.
E’ probabile che non ci sia un’unica causa, bensì una
combinazione di fattori genetici, ambientali ed ormonali, che entrano
in gioco insieme nel determinare la malattia. Il fatto che il Lupus possa
essere riscontrato in diversi membri della stessa famiglia indica che
il suo sviluppo ha una base genetica. In aggiunta, studi condotti su gemelli
hanno mostrato come il Lupus colpisca con maggior probabilità entrambi
i gemelli identici che i gemelli non identici. Gli studiosi hanno però
concluso che i geni da soli non sono in grado di causare il Lupus. Devono
infatti entrare in gioco altri fattori, tra cui il sole, lo stress, alcuni
farmaci e agenti infettivi come virus.
Nel Lupus il sistema immunitario non lavora come dovrebbe. Un sistema
immunitario di una persona sana produce anticorpi che hanno la funzione
di sconfiggere virus, batteri o altre sostanze estranee che invadono il
corpo. Nel Lupus il sistema immunitario produce anticorpi diretti contro
la cellule e i tessuti sani dell’organismo. Tali anticorpi, chiamati
autoanticorpi, contribuiscono a determinare l’infiammazione di varie
parti del corpo. In aggiunta a tutto ciò, alcuni autoanticorpi
si legano a sostanze delle cellule dell’organismo formando molecole,
che vengono definite complessi immuni. Anche queste sostanze prendono
parte alla infiammazione e al danno dei tessuti delle persone con Lupus.
I sintomi del Lupus.
L’esperienza di ogni persona con Lupus è differente, nonostante
ci siano dei segni caratteristici che permettono una diagnosi accurata.
I sintomi possono variare da lievi a severi. I sintomi più comuni
includono dolore o gonfiore delle articolazioni, febbre senza spiegazione,
rash della pelle, estrema affaticabilità. Il rash cutaneo caratteristico
si localizza a livello del naso e delle guance ed è per questo
motivo definito eritema a farfalla o eritema malare. Altri tipi di rash
cutaneo possono interessare faccia, orecchio, braccia, spalle, petto e
mani.
Altri sintomi del Lupus sono rappresentati da dolore toracico, perdita
di capelli, sensibilità spiccata al sole, anemia, dita delle mani
e dei piedi pallide o di colore rosso porpora in seguito allo stress ed
all’esposizione al freddo. Alcune persone presentano inoltre mal
di testa, depressione o attacchi epilettici. Dopo la diagnosi iniziale
possono comparire, negli anni, nuovi sintomi e, in momenti diversi, possono
manifestarsi sintomi differenti. In alcuni pazienti con Lupus può
essere malata soltanto una parte del corpo, come ad esempio la pelle o
le articolazioni. Altre persone riferiscono invece sintomi che interessano
più parti del corpo. Le manifestazioni più comuni sono rappresentate
dall’artrite e dal dolore muscolare, seguiti dal rash cutaneo. Nel
Lupus possono poi essere colpiti i seguenti sistemi dell’organismo:
reni: l’infiammazione del rene (nefrite) può
compromettere la sua capacità di eliminare i prodotti di scarto
e le tossine prodotte dal corpo. Poichè il rene è un organo
importante per l’intera salute dell’organismo, il Lupus che
colpisce il rene richiede solitamente un trattamento intensivo per prevenire
il danno pemanente. Il coinvolgimento del rene non determina dolore, bensì
può causare un gonfiore ad entrambe le caviglie (edema). Più
frequentemente l’unico segno della malattia del rene è dato
da un’anormalità dell’esame delle urine o del sangue.
Polmoni: nel Lupus si può sviluppare una pleurite
(infiammazione del rivestimento del polmone), che causa dolore toracico,
aumentato dal respiro. I pazienti con Lupus possono anche andare incontro
ad una polmonite.
Sistema nervoso centrale: il Lupus può coinvolgere
il cervello, con conseguenti mal di testa, disturbi della memoria, problemi
della visione, attacchi ischemici, cambiamenti nel comportamento.
Vasi sanguigni: nel Lupus si possono sviluppare anemia,
leucopenia (riduzione del numero dei globuli bianchi), trombocitopenia
(diminuzione del numero delle piastrine). In alcuni casi si creano alterazioni
che comportano un maggior rischio di sviluppare trombosi vascolari.
Cuore: l’infiammazione può interessare il
cuore stesso o il suo rivestimento (pericardite), causando dolore al torace
o altri sintomi. Il Lupus può determinare inoltre un maggior rischio
di aterosclerosi.
La diagnosi di Lupus.
La diagnosi di Lupus può essere difficile. Una corretta diagnosi
richiede esperienza da parte del medico ed una buona comunicazione tra
medico e paziente. La raccolta accurata della storia del paziente, una
visita e gli esami di laboratorio aiutano il medico nella diagnosi del
Lupus e nell’esclusione di condizioni che possono mimare il Lupus.
Non esiste un singolo test che permetta la diagnosi del Lupus, per cui
sono necessari numerosi esami di laboratorio. Il test più utile
ai fini della diagnosi è rappresentato dalla determinazione di
alcuni autoanticorpi presenti nel sangue. Per esempio, il test degli anticorpi
antinucleo è usato per la ricerca di anticorpi che reagiscono contro
le componenti del nucleo delle cellule del paziente stesso. La maggior
parte delle persone con il Lupus ha una positività degli anticorpi
antinucleo, anche se la positività di tali anticorpi può
essere dovuto ad altre cause, quali infezioni, altre patologie immunologiche
e occasionalmente si può riscontrare anche in persone sane. In
aggiunta ci sono test per alcuni tipi di anticorpi che sono più
specifici per il Lupus, che includono gli anti-DNA, anti-Sm, anti-Ro e
anti-La.
Alcuni test sono usati meno frequentemente, ma possono aiutare se i sintomi
rimangono dubbi. Il medico può consigliare una biopsia della cute
o del rene se questi organi sono colpiti dalla malattia. Possono essere
richiesti i test per la ricerca degli anticorpi anti cardiolipina, la
cui positività può essere un fattore di rischio per trombosi
vascolare e per perdita gravidica.
Altri test sono usati per il monitoraggio della patologia, una volta posta
la diagnosi. Una conta completa delle cellule del sangue, un esame delle
urine, la VES, il dosaggio di un gruppo di sostanze presenti nel sangue
chiamate complemento possono fornire informazioni utili. I pazienti affetti
dal Lupus spesso hanno una VES alta ed un consumo del complemento, specialmente
nella fase di attività della malattia.
La terapia del Lupus.
Attualmente l’efficacia della terapia per il Lupus è aumentata
drammaticamente e i successi sono assai superiori agli insuccessi terapeutici.
E’ importante che il paziente collabori con il medico e svolga un
ruolo attivo nel trattamento. Una volta che il Lupus è stato diagnosticato,
il medico imposta una terapia in base all’età del paziente,
il sesso, lo stato di salute, i sintomi e lo stile di vita. Nella decisione
terapeutica il medico si prefigge degli scopi, quali la prevenzione della
riattivazione della malattia, la sua cura qualora si verifichi, minimizzare
il danno d’organo e le sue complicazioni.
Nel trattamento del Lupus vengono usati numerosi farmaci, che vengono
somministrati in base ai sintomi accusati dal paziente. Se la persona
ha dolore toracico, dolore articolare o febbre, sono solitamente usati
farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS). Gli anti infiammatori
non steroidei possono essere usati da soli o in associazione con altri
farmaci per il controllo della febbre, del dolore e del gonfiore articolare.
Gli effetti collaterali più comuni dei FANS sono rappresentati
da dolore allo stomaco, dolore retrosternale, diarrea e ritenzione di
liquidi. Alcuni pazienti possono sviluppare infiammazione del fegato e
del rene in seguito all’assunzione di questi farmaci.
Una nuova classe di anti infiammatori chiamati COX-2 inibitori (celecoxib,
rofecoxib) ha gli stessi effetti sul dolore e sull’infiammazione,
ma un minor rischio di effetti collaterali a livello gastrointestinale.
Questi farmaci non sono stati studiati in maniera approfondita nei pazienti
con Lupus e non sono stati approvati dalla Food and Drug Administration
per la terapia del Lupus.
I farmaci antimalarici costituiscono un altro gruppo di farmaci comunemente
usato nel trattamento del Lupus. Questi farmaci sono stati originariamente
utilizzati nel trattamento della malaria, ma i medici hanno osservato
che sono efficaci anche nel Lupus. Non è completamente chiaro che
ruolo svolgano nel Lupus, ma si pensa che possano avere un effetto regolatorio
nella risposta immunitaria. Un farmaco antimalarico usato comunemente
nel Lupus è l’idrossiclorochina (Plaquenil). Esso è
somministrato da solo o in combinazione con altri farmaci ed è
indicato nel trattamento di astenia, dolore articolare, eritema della
pelle, infiammazione del polmone. Studi clinici hanno dimostrato come
il trattamento continuo con antimalarici possa prevenire le riacutizzazioni
della malattia. Come effetti collaterali sono stati segnalati dolori gastrici
e, in rari casi, danno della retina dell’occhio, per cui è
consigliato monitoraggio nel tempo della campimetria.
Gli ormoni corticosteroidei costituiscono il cardine della terapia del
Lupus. Essi possono essere somministrati per bocca, in creme o tramite
iniezione. Gli effetti collaterali a breve termine di questi farmaci includono
gonfiore, aumento dell’appetito, incremento del peso e modificazioni
dell’umore. Tali effetti solitamente regrediscono alla sospensione
della medicina. Gli effetti a lungo termine comprendono assottigliamento
della pelle, crescita dei peli, indebolimento o danno dell’osso
(osteoporosi o osteonecrosi), innalzamento della pressione arteriosa,
danno delle arterie, incremento degli zuccheri nel sangue, infezioni e
cataratta. Tali effetti collaterali sono legati alla dose quotidiana e
alla durata del trattamento con cortisone. Le persone con Lupus che sono
in trattamento con corticosteroidi devono prendere un supplemento di calcio,
vitamina D e altri farmaci per ridurre il rischio di osteoporosi.
In circostanze particolari, i pazienti possono richiedere farmaci più
potenti per combattere i sintomi del Lupus. In alcuni pazienti, il methotrexate
può essere utilizzato per controllare la malattia. Le persone che
presentano un Lupus con interessamento di più sistemi possono ricevere
gamma globuline, proteine del sangue che aumentano le difese immunitarie
ed aiutano a sconfiggere le infezioni.
Se sono colpiti i reni o il sistema nervoso centrale devono essere somministrati
farmaci, chiamati immunosoppressori, quali la azatioprina e la ciclofosfamide.
Tra gli effetti collaterali che quest’ultima può dare vi
sono nausea, vomito, perdita di capelli, problemi alla vescica, riduzione
della fertilità e aumento del rischio di infezioni. Il rischio
di tali effetti collaterali aumenta all’aumentare della durata del
trattamento.
Per la natura ed il costo dei farmaci, per i loro potenziali effetti collaterali
e per la mancanza di una cura eradicante il Lupus, alcuni pazienti cercano
altre vie per la cura della malattia. Alcuni approcci alternativi suggeriti
includono diete, supplementi nutrizionali, olio di pesce, unguenti e creme,
omeopatia. Sebbene questi metodi possano essere associati a benefici sintomatici
e psicosociali, nessuno studio ha dimostrato che essi riescano ad agire
sulla malattia ed a prevenire il danno d’organo. Alcuni approcci
alternativi o complementari possono aiutare il paziente a ridurre parte
dello stress legato alla convivenza con una patologia cronica. Se il medico
ritiene utile e non dannoso tale approccio, può inserirlo nel piano
terapeutico del paziente.
Lupus e qualità di vita.
Nonostante i sintomi del Lupus e i potenziali effetti collaterali del
trattamento, le persone affette da Lupus possono mantenere una buona qualità
di vita. Il medico deve educare il paziente a riconoscere i segni di una
riattivazione di malattia. Molte persone con il Lupus presentano un aumento
della stanchezza o del dolore, un rash, febbre, mal di testa prima di
una riacutizzazione. Lo sviluppo di strategie per prevenire le recidive,
così come l’educazione a riconoscere i segnali di allarme
ed il mantenimento di una buona comunicazione con il medico, possono essere
di aiuto.
Per i pazienti con Lupus è più importante ricevere regolari
cure, che essere aiutato solamente quando peggiorano i sintomi. L’esame
obiettivo e le indagini di laboratorio permettono al medico di notare
un cambiamento e possono aiutare a predire una riattivazione. Il piano
terapeutico, che è modellato sulle necessità specifiche
di ogni singolo individuo, può essere conseguentemente aggiustato.
Le persone con il Lupus devono ricevere cure preventive, come esami del
respiro e ginecologico. Una regolare igiene dei denti permette di evitare
infezioni potenzialmente dannose. Se un paziente è in terapia con
corticosteroidi o antimalarici, dovrebbe effettuare un esame annuale degli
occhi.
Il mantenimento del benessere richiede sforzo e cura e lo sviluppo di
strategie appropriate. Il benessere necessita attenzione al corpo, mente
e spirito. Una delle principali mete del paziente con Lupus è quella
di lottare contro lo stress di dover convivere con una malattia cronica.
Il trattamento efficace dello stress varia da persona a persona. Tra le
varie possibilità si sono dimostrati utili l’esercizio fisico
e le tecniche di relazione come la meditazione.
E’ certamente importante sviluppare e mantenere buoni sistemi di
supporto, quali la famiglia, gli amici, i medici e i gruppi di sostegno
organizzati. La partecipazione alle associazioni di volontariato può
fornire aiuto morale ed i mezzi per aumentare la stima in se stessi.
Può essere di aiuto anche avere conoscenze da parte del paziente
sulla malattia di cui è affetto. Numerosi studi hanno mostrato
che i pazienti che vengono informati e che partecipano attivamente nella
cura della loro patologia hanno meno dolore, si recano meno dal medico
e rimangono più attivi.
Gravidanza nelle donne con Lupus.
Sebbene la gravidanza in una donna con Lupus sia considerata ad alto rischio,
la maggior parte delle donne con questa malattia portano a termine la
loro gravidanza e partoriscono un bambino sano. Il 20-25% delle gravidanze
nelle pazienti con Lupus va incontro ad un insuccesso, rispetto al 10-15%
delle gravidanze senza la malattia. La pianificazione della gravidanza
è fondamentale. Idealmente una donna non dovrebbe avere segni e
sintomi di Lupus ed impiegare farmaci non dannosi per lo sviluppo dell’embrione
e del feto.
Alcune donne durante la gravidanza possono andare incontro ad una riacutizzazione
mite o moderata. Le donne gravide, specialmente quelle in terapia con
corticosteroidi, hanno una maggiore probabilità di sviluppare un
aumento della pressione arteriosa, diabete, iperglicemia, complicazioni
renali, per cui una cura regolare ed una nutrizione buona durante la gravidanza
risultano fondamentali. E’ inoltre raccomandabile avere un accesso
a Centri con documentata esperienza per il monitoraggio della gravidanza
e ad una Unità di Terapia Intensiva Neonatale al momento della
nascita nel caso in cui il neonato abbia bisogno di cure speciali. Circa
il 25% dei bambini nati da donne con Lupus nascono prematuri, ma non sviluppano
complicanze neonatali.
Ricerche correnti.
Il Lupus è al centro di ricerche intense da parte degli scienziati
per determinare le cause ed il trattamento della patologia. Alcune delle
domande su cui stanno lavorando per giungere ad una risposta sono: esattamente
chi sviluppa il Lupus e perchè? Perchè più donne
di uomini vanno incontro al Lupus? Perchè il Lupus colpisce preferibilmente
alcune razze ed etnie? Che cosa non funziona nel sistema immunitario e
perchè? Come si può correggere il funzionamento errato del
sistema immunitario? Qual è il trattamento migliore per il Lupus?
Per rispondere a tutte queste domande, gli scienziati hanno sviluppato
modi nuovi e migliori per studiare la malattia. Sono ad esempio in corso
studi di laboratorio che confrontano vari aspetti del sistema immunitario
delle persone con Lupus con quello dei soggetti senza la malattia. Tali
ricerche utilizzano topi con disordini immunitari simili a quelli che
accadono nel Lupus.
L’identificazione dei geni coinvolti nello sviluppo del Lupus costituisce
un’altra area di ricerca. Per esempio, i ricercatori sospettano
un difetto genetico in un processo cellulare, chiamato apoptosi, o “morte
programmata” nelle persone affette da Lupus. Questo processo permette
all’organismo di eliminare cellule che hanno terminato la loro funzione
e che devono essere sostituite. Se si creano problemi nel processo di
apoptosi, le cellule dannose possono rimanere e danneggiare i tessuti
dello stesso organismo. Per esempio, in un topo mutante che sviluppa una
malattia simile al Lupus, uno dei geni che controlla l’apoptosi
è difettivo. Quando questo gene viene sostituito da un gene normale,
il topo non sviluppa più i segni della malattia. Gli scienziati
stanno attualmente studiando quale ruolo possano avere nello sviluppo
della malattia umana i geni coinvolti nell’apoptosi.
I ricercatori stanno studiando anche i geni del complemento. Il complemento
aiuta gli anticorpi a distruggere le sostanze estranee che invadono il
corpo. Se c’è una carenza del complemento, l’organismo
riduce le sue capacità di difesa dalle sostanze estranee. E se
queste sostanze rimangono nel corpo, il sistema immunitario può
attivarsi troppo ed iniziare a produrre autoanticorpi.
Recenti studi condotti su famiglie con Lupus hanno identificato una serie
di regioni geniche, che sembrano conferire un rischio di manifestare il
Lupus. Sebbene i geni specifici e la loro funzione non siano noti, il
lavoro finalizzato a delineare l’intero genoma umano potrà
permettere di identificarli nel prossimo futuro.
Si pensa che una malattia autoimmune come il Lupus si manifesti quando
un individuo geneticamente predisposto venga a contatto con fattori ambientali.
In tali circostanze può essere avviata una risposta immunitaria
anormale, che determina i segni e sintomi del Lupus. Sebbene i fattori
ambientali scatenanti siano ancora sconosciuti, sono stati ipotizzati
agenti microbici come ad esempio il virus Epstein Barr. Gli scienziati
stanno studiando il ruolo di altri fattori che possono scatenare il Lupus,
quali ad esempio gli ormoni. I medici sconsigliano l’assunzione
di contraccettivi orali o di una terapia sostitutiva con estrogeni nelle
donne con Lupus, per il rischio di un peggioramento della malattia. Comunque,
alcuni dati recenti limitati suggeriscono che tali farmaci possono essere
utili in alcune pazienti con Lupus.
Gli scienziati stanno inoltre cercando trattamenti migliori per il Lupus,
in primo luogo farmaci che permettano di risparmiare l’uso dei corticosteroidi.
Si sta lavorando anche per identificare un’associazione di farmaci
, che risultino più efficaci di una singola terapia e per migliorare
il trattamento del Lupus con coinvolgimento renale e del sistema nervoso
centrale. Per esempio uno studio durato 20 anni ha dimostrato come la
combinazione della ciclofosfamide e del prednisone abbia aiutato a ritardare
o prevenire l’insufficienza renale, una complicanza grave del Lupus.
Sulla base delle nuove informazioni sul processo patologico, gli scienziati
stanno usando agenti biologici per bloccare selettivamente parti del sistema
immunitario. La speranza è che questi trattamenti non soltanto
siano efficaci, ma abbiano anche meno effetti collaterali. Tra la altre
terapie si sta sviluppando il trapianto di midollo osseo per la ricostruzione
del sistema immunitario. In futuro la terapia genica giocherà un
ruolo importante nel Lupus.
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