Si tratta
di mono-oligo-artriti sterili che si sviluppano in seguito ad un focus
infettivo in altra sede. Nella maggioranza dei casi si tratta di infezioni
aero-digestive o urogenitali. Alcune infezioni hanno etiologia definita
(Clamydia, Yersinia, Salmonella, Shigella, Campylobacter) e i soggetti
con artrite reattiva hanno fenotipo HLA B27 (1). In altri casi di artrite
reattiva può manifestarsi in soggetti che non hanno il fenotipo
HLA B27 e possono essere in causa germi di diverso tipo (2). Sono maggiormente
colpiti giovani maschi e l’incidenza di queste forme non è
nota (presunti 30 – 40 casi / 100.000 abitanti / anno).
Nella maggior parte dei casi queste artriti tendono alla autorisoluzione.
In un ridotto numero di casi tendono invece alla cronicizzazione, assumendo
quadri clinici simili all’Artrite Psoriasica o alla Spondilite
Idiopatica.
QUADRO CLINICO
Nella maggior parte dei casi l’artrite esordisce in modo acuto
dopo 2 – 4 settimane da una uretrite o da una gastro-enterite.
Talvolta, nei casi tipici, si può osservare una congiuntivite
a seguire i sintomi di uretrite. L’artrite è tipicamente
asimmetrica, a carattere aggiuntivo, ma raramente sono coinvolte più
di 4 articolazioni. Queste appaiono dolenti, tumefatte, calde e può
essere evidente rubor, specie nelle localizzazioni alle falangi distali
delle mani (dattilite). Frequenti sono anche le entesiti dell’achilleo
e la fascite plantare. In alcuni soggetti il dolore lombare o gluteo
può essere espressione di sacroileite o spondilite. Il malato
talvolta presenta sintomi sistemici come malessere, astenia, febbricola,
calo di peso. La congiuntivite può evolvere in forme di cheratite
o episclerite. Nel 20% dei casi può associarsi eritema nodoso,
descritto prevalentemente nelle forme associate alla yersinia, in assenza
del fenotipo HLA B27.
Nelle artriti reattive, para-infettive sono frequenti manifestazioni
extra-articolari. Tra queste: il cheratoderma blenorragico, descritto
in associazione alla omonima infezione, è caratterizzato dalla
comparsa di lesioni eritemato-papulose alla pianta dei piedi o al palmo
delle mani; la balanite cercinata con eruzioni eritemato-cercinate a
livello del glande o del corpo del pene; l’uveite anteriore acuta
che si può osservare nel 20% dei pazienti, con fenotipo HLA B27
prevalente; l’aortite, più rara, osservabile in circa il
1% dei malati.
Nei casi che tendono alla cronicizzazione la manifestazione più
frequente è la sacroileite, talvolta evolvente in spondilite.
DIAGNOSI
La diagnosi non è difficoltosa quando le manifestazioni infiammatorie
aticolari sono contemporanee o ravvicinate ad un manifesto episodio
infettivo enterico o urogenitale. L’elenco dei germi e relativi
quadri infettivi che sono stati descritti associati alle manifestazioni
artritiche reattive sono molteplici: shigella, yersinia, salmonella,
gonococco, clamydia, solo per citare i più noti e studiati. Attualmente,
con l’espansione a livello di massa dei viaggi, le infezioni sostenute
da germi inusuali alle nostre latitudini sono in incremento e talvolta
la diagnosi etiologica delle manifestazioni artritiche associate risulta
difficile. Non infrequentemente questi soggetti vengono valutati dal
reumatologo in regime di ricovero o presso gli ambulatori delle divisioni
di Malattie Infettive, lì inviati per sintomi sistemici (febbre
elevata, diarrea incoercibile) o per supporto anamnestico (viaggi in
paesi tropicali).
La diagnosi è difficoltosa anche quando l’infezione è
misconosciuta o pauci-sintomatica o quando il tempo intercorso dall’infezione
è significativo, tanto da renderla anamnesticamente non facilmente
correlabile alla artrite in atto.
In questi casi la presenza di una oligoartrite asimmetrica, specie in
un giovane, dovrebbe allertare il medico della possibile correlazione
con infezioni. Indagare precedenti disturbi diarroici o sintomi genito-urinari
potrebbero aiutare la diagnosi. Anche se in molti casi risulta infruttuosa
al momento dell’esecuzione, la ricerca del focus infettivo dovrebbe
essere attuata, sulla base dei sintomi attuali o anamnestici. Si possono
considerare: esecuzione di esame urine chimico-fisico e colturale, tampone
uretrale e cervicale con esami colturali comprendenti terreni idonei
alla ricerca della clamydia, tampone faringeo per streptococco beta-emolitico,
coprocoltura, sierologia per i germi già citati.
L’antigene HLA B27 è riscontrabile in una elevata percentuale
di pazienti con sindrome di Reiter (dal 60 al 95% dei casi) ed è’
presente con maggiore frequenza nei soggetti con una spondiloartrite
tendente alla cronicizzazione.
Gli esami di laboratorio esguiti nel corso di artrite reattiva sono
dimostrativi di uno stato flogistico con elevazione importante della
VES, della PCR, del Fibrinogeno e delle alfa2 globuline. E’ presente
leucocitosi e l’esame del liquido sinoviale dimostra un elevato
numero di granulociti neutrofili e colturale sterile. Il fattore reumatoide
è usualmente negativo.
L’artrocentesi, che generalmenta dimostra un elevato numero di
leucociti, prevalentemente neutrofili, con esame colturale del liquido
sinoviale sterile è indicata per escludere una artrite settica.
La radiologia e l’ecografia articolare e tendinea possono risultare
di aiuto per individuare segni di sacroileite, spondilite e entesite,
come nella Ap e nella SpA. Segni radiologici di sacroileite o spondilite
sono presenti nel 20-30% dei casi di soggetti con pregressa artrite
reattiva (3).
Per peculiarità cliniche le forme di artrite associate alla infezione
da Borrelia (sindrome di Lyme) rappresentano una entità nosologica
non attualmente classificata con le spondilo-artriti sieronegative.
TERAPIA
Solo nei casi in cui una spondilo-artrite reattiva tenda alla cronicizzazione
vengono considerate terapie con farmaci anti-reumatici a lungo termine,
con modalità identiche a quelle attuate nella Spondilite Anchilosante
o nella Artrite Psoriasica.
Nella maggioranza dei casi il riconoscimento del germe responsabile
dell’infezione indurrebbe ad una terapia etiologica che potrebbe
contribuire anche alla remissione dell’artrite. Talvolta gli esami
microbiologici e sierologici non portano alla individuazione del germe
in causa. Nella pratica clinica non è infrequente, nel sospetto
clinico di una artrite reattiva ad una infezione non dimostrata, prima
di considerare una terapia anti-reumatica, intraprendere una terapia
antibiotica spesso rivolta verso germi ipotizzati in causa, anche se
non isolati.
L’impiego di FANS, in queste forme, rimane spesso l’unica
arma per il controllo dei sintomi artralgici lamentati dal paziente.
L’impiego di corticosteroidi dovrebbe essere operato con cautela,
nel sospetto di una infezione in atto.
BIBLIOGRAFIA
1. Brewerton DA, Caffrey M, Nicholls A,Walters D, Oates JK, James DCO.
Reiter’s disease and HL-A 27. Lancet 1973;ii: 996–8.
2. Paavo Toivanen and Auli Toivanen. Two forms of reactive arthritis?
Ann. Rheum. Dis, Dec 1999; 58: 737 - 741.
3. Good AE. Reiter’s syndrome: long term follow-up in relation
to development of ankylosing spondylitis. Ann Rheum Dis 1979;38(suppl
1):39–45.