L'Artrite
Psoriasica (AP) è una malattia reumatica infiammatoria cronica
associata alla psoriasi.
Viene classificata con le spondiloartriti sieronegative (assenza del
fattore reumatoide) e presenta una vasta eterogeneità del tipo
di presentazione, decorso e articolazioni colpite. In un elevato numero
di casi il coinvolgimento erosivo poliarticolare, al pari di quanto
osservato nell’AR, è responsabile di disabilità
e riduzione della qualità di vita. Nei soggetti con persistente
quadro infiammatorio anche la aspettativa di vita è ridotta rispetto
alla popolazione generale. L'eziologia è sconosciuta. A differenza
della SpA e delle forme reattive para-infettive non vi è una
stretta associazione con l’antigene HLA B27 che è più
frequente nei malati di AP con coinvolgimento spondilitico.
L’AP si manifesta in circa il 5 – 30 % dei malati di psoriasi
(1) e, nella popolazione generale, la sua prevalenza è sottostimata,
soprattutto perché AP può essere diagnosticata in soggetti
“sine psoriasi”, ma con familiarità di primo grado
con portatori di psoriasi. Il picco di incidenza è tra i 20 e
i 40 anni senza distinzione tra i sessi.
Quadro clinico
In oltre il 75% dei casi l’insorgenza della psoriasi precede quella
dell’artrite. In un paziente con psoriasi il rischio di sviluppare
AP è maggiore se ha familiarità per AP, se la psoriasi
è estesa e se è localizzata anche alle unghie e se è
presente l’antigene HLA B27 o B7 (2).
In base al tipo e alla localizzazione del coinvolgimento infiammatorio
articolare vengono classicamente distinti diversi tipi di AP. La variante
più frequente è quella simil-reumatoide, a differenza
di quanto ritenuto in passato, dove si osserva una poliartrite simmetrica
che coinvolge le piccole articolazioni delle mani e dei piedi (3). A
differenza dell’AR sono frequentemente colpite le articolazioni
interfalangee distali. In queste sedi, prevalentemente nei pazienti
che presentano onicopatia psoriasica, si possono osservare erosioni
e deformazioni che sono clinicamente e radiologicamente difficilmente
distinguibili dalla variante erosiva dell’osteoartrosi. La dattilite,
con tumefazione in toto di un dito per il coinvolgimento infiammatorio
delle strutture periarticolari ed edema linfatico, è una manifestazione
caratteristica della AP. Anche le grandi articolazioni sono spesso coinvolte
in modo asimmetrico e con importante componente tenosinovitica ed entesitica.
Sempre a distinzione dell’AR sta il possibile coinvolgimento infiammatorio
del rachide e delle articolazioni sacroiliache.
Rispetto alla AR i pazienti lamentano rigidità mattutina meno
prolungata e il dolore è ridotto e più sensibile ai FANS.
La ridotta componente algica dell’AP (4), rappresenta un elemento
di sottovalutazione del quadro clinico e ritardo diagnostico. Si possono
osservare forme con mutilazioni articolari e deformità di grado
evoluto (dita a cannocchiale) decorse in modo paucisintomatico. Si ritiene
che questo tipo di evoluzione del danno sia sostenuto da un processo
flogistico che induce denervazione e conseguente ridotta percezione
del dolore. Frequente è la monoartrite di ginocchio, responsabile
di un elevato numero di manovre chirurgiche ortopediche sia diagnostiche
(biopsia sinoviale) sia terapeutiche (sinoviectomia). Nei soggetti con
AP sono frequenti le entesiti, multiple o isolate. Il coinvolgimento
del tendine di Achille, la fascite plantare, la flogosi delle inserzioni
muscolo-tendinee pelviche sono frequenti. Inoltre in molti soggetti
(variante con spondilite) sono evidenti sacroileite e spondilite, con
i relativi sintomi e segni. A differenza della Spondilite Anchilosante
Idiopatica il coinvolgimento delle sacro-iliache è spesso asimmetrico.
Va ricordata una rara variante dove la associazione fra psoriasi pustolosa
palmo-plantare e una forma articolare distinta, caratterizzata dal coinvolgimento
della parete toracica anteriore oltrechè da iperostosi spinale
e osteomielite sterile multifocale la fa definire sindrome SAPHO (Sinovite,
acne, pustolosi, iperostosi e osteomielite).
In alcuni soggetti con AP può esservi coinvolgimento oculare
(congiuntivite, iridociclite), come in altre spondilo-artriti.
L’esordio dell’AP è generalmente subdolo e il decorso
variabile tra forme persistenti e forme con artrite episodica. Un esordio
acuto di severa psoriasi con artrite deve indurre alla esecuzione di
tests per l’esclusione di infezione da HIV.
Diagnosi
La presenza di psoriasi, anche minima (localizzazione al cuoio capelluto
o pitting ungueale) o familiarità per tale malattia vanno ricercate
in ogni soggetto, soprattutto giovane, che presenti artralgia, artrite,
rachialgia, entesite o tendinite. Non vi è correlazione tra il
tipo di psoriasi e il tipo e grado di coinvolgimento articolare. Quando
è evidente artrite delle interfalangee distali, è presente
psoriasi ungueale nella maggior parte dei casi. La dattilite singola
può generare confusione diagnostica differenziale con infezioni
della falange distale o con l’artrite gottosa o pseudo-gottosa.
La diagnosi differenziale con la gotta è talvolta difficile perché
l’uricemia può dimostrarsi moderatamente incrementata nei
malati di psoriasi. In questo caso la necessità di dimostrare
l’assenza dei cristalli di acido urico o di pirofosfato di calcio
nel liquido sinoviale può rappresentare una importante indicazione
all’artrocentesi diagnostica.
L’aspetto delle mani del soggetto con AP che coinvolge le IFD
induce difficoltà diagnostico-differenziale con l’osteoartrosi
delle mani. Sono evidenti noduli e deviazioni della falange ungueale
che clinicamente sono sovrapponibili ai quadri artrosici. In questi
casi anche la interpretazione radiologica può essere difficoltosa,
specie nella distinzione con la variante erosiva dell’ osteoartrosi.
In quest’ultima forma le erosioni sono generalmente centrali,
mentre nella forma psoriasica sono laterali sulla epifisi iuxta-articolare
della falange intermedia e centrali in quella distale a configurare
la classica immagine a “penna nel calamaio”.
Il quadro radiologico differenziale rispetto alla AR delle articolazioni
periferiche della mano è maggiormente marcato con caratteri distintivi
che facilitano la distinzione delle due forme artritiche. Nella AP è
generalmente assente la osteoporosi iuxta-articolare tipica dell’AR
ed è invece osservabile una iperostosi reattiva (periostite)
dei capi contrapposti a formare la rima articolare. Nella forma mutilante
sono evidenti osteolisi. Inoltre, lungo la diafisi falangea, non sono
infrequenti irregolarità dei profili a testimonianza di pregressi
eventi entesitici. Caratteristica dell’entesite achillea è
la formazione di speroni calcaneali, radiologicamente osservabili, e,
talvolta, la calcificazione si estende lungo la fascia plantare. La
radiolgia convenzionale delle grandi articolazioni non è utile
nelle fasi iniziali del processo flogistico. La dimostrazione ecografica
o in risonanza magnetica di versamento articolare, sinovite e entesite
possono essere di maggiore ausilio diagnostico e fare escludere altre
patologie dell’articolazione (ligamentose, meniscali, ecc).
Nel caso di coinvolgimento assiale la radiologia può fare evidenziare
caratteristiche distintive rispetto alla Spondilite Idiopatica. Nella
AP la formazione di sindesmofiti è caratteristicamente asimmetrica,
così come può esserlo la sacroileite, a differenza della
SpA.
Il fattore reumatoide è assente nella AP e la sua presenza, possibile
ad esempio in casi di associazione con infezioni croniche (ad esempio
in epatiti virali), dovrebbe mettere in discussione la diagnosi. Gli
indici laboratoristici di flogosi (VES e PCR) sono incrementati, ma
possono essere assenti in taluni casi, specie nella variante con coinvolgimento
entesitico o assiale limitato.
L’istologia sinoviale è spesso aspecifica, dimostrante
quadri di sinovite cronica che non aiutano la diagnosi.
TERAPIA
Nelle varianti persistenti e aggressive di artrite psoriasica la terapia
anti-reumatica viene protratta, come nell’AR, a lungo termine,
se non a vita, per rallentare il decorso del danno anatomico articolare
e la conseguente disabilità.
La diagnosi e il trattamento precoci sono indispensabili per modificare
il decorso della AP aggressiva. L’atteggiamento terapeutico dell’AP
non differisce da quello adottato nella AR. Oltre ai farmaci sintomatici
anti-infiammatori non steroidei o steroidei a bassa posologia, vengono
impiegati farmaci anti-reumatici che si siano dimostrati in grado di
ridurre i sintomi e l’evoluzione distruttiva dell’artrite
(DMARDs). La Sulfasalazina (SSZ), il Methotrexate (MTX), la Ciclosporina
(CSA) e la Leflunomide (LEF) sono efficaci nella AP, in particolare
sulle manifestazioni artritiche periferiche (5). MTX e CSA sono in grado
di ridurre anche le lesioni cutanee psoriasiche. La gestione a lungo
termine di questi farmaci prevede che il paziente venga seguito nel
tempo dallo specialista reumatologo. Nei casi resistenti a tali terapie,
là dove il quadro clinico artritico e/o l’evoluzione del
danno articolare non siano controllabili, trovano indicazione i farmaci
biologici anti-TNF?, dispensati e gestiti in ambienti specialistici
di riferimento.
Anche nell’AP Infliximab, Etanercept e Adalimumab rappresentano
il trattamento più efficace nei casi ad evoluzione aggressiva
e resistenti alle terapie convenzionali (6). Questi farmaci rappresentano
anche la terapia più innovativa ed efficace per la psoriasi grave.
BIBLIOGRAFIA
1. Scarpa R, Oriente P, Pucino A, Torella M, Vignone L, Riccio A, et
al. Psoriatic arthritis in psoriatic patients. Br J Rheumatol 1984;23:246–50.
2. Gladman DD, Rahman P, in Ruddy S, Harris ED Jr, Sledge CB et al (eds),
Kelley’s Textbook of Rheumatology. Vol 2. 6th ed. New York, NY:
WB Saunders Co, 2001, pp 1071-1079
3. McHugh NJ, Balachrishnan C, Jones SM. Progression of peripheral joint
disease in psoriatic arthritis: a 5-yr prospective study. Rheumatology
(Oxford) 2003;42:778–83
4. Gladman DD. Clinical aspects of the spondyloarthropathies. Am J Med
Sci 1998;316:234–8
5. Gladman D. Effectiveness of Psoriatic Arthritis Therapies. Semin
Arthritis Rheum 2003; 33:29-37
6. P J Mease, C E Antoni. Psoriatic arthritis treatment: biological
response modifiers Ann Rheum Dis 2005;64(Suppl II):ii78–ii82