Come
nell’opuscolo dell’anno scorso, anche per il 2003 sono riportati
sulla copertina i simboli dell’A.B.A.R. e LES.
È sempre valido l’invito delle due associazioni ai portatori
di tutte le altre malattie reumatiche, per una crescita che potrebbe essere
senz’altro utile a tutti. A tale fine è nostro impegno realizzare
nel 2003 la “giornata interregionale del malato reumatico”.
Pensiamo che, attraverso questa iniziativa, non solo sarà possibile
conoscere le realtà delle altre associazioni regionali del nord,
ma soprattutto gettare le basi per la graduale realizzazione di un punto
di riferimento e di appoggio per tutti i soggetti con Malattie Reumatiche
Infiammatorie Croniche e Autoimmuni ( MA.R.I.C.A.)
LE MALATTIE REUMATICHE INFIAMMATORIE CRONICHE E AUTOIMMUNI
Per chi non ha ricevuto il nostro opuscolo nel 2002 o non ha partecipato
all’assemblea A.B.A.R. – LES dello scorso maggio, ricordiamo
quali patologie siano classificate nelle MA.R.I.C.A.: artrite reumatoide,
artrite psoriasica, le spondiliti, il lupus eritematoso sistemico (LES),
la sclerodermia, la sindrome di Sjogren, la patologia autoimmune in gravidanza,
le vasculiti e altre malattie rare.
Vogliamo ancora sottolineare come sia importante - se non indispensabile
– riunire quanti soffrono delle patologie sopra riportate, allo
scopo di rendere i malati protagonisti non solo della malattia che li
ha colpiti, ma anche delle cure che possono e devono ricevere.
Su questo tema aveva parlato, nell’assemblea del 4 maggio scorso,
il Dottor Roberto Gorla (relazione riportata nell’opuscolo 2002),
che aveva inoltre ribadito come la creazione di ambulatori specialistici
decentrati sul territorio della Provincia di Brescia e coordinati dal
Servizio di Reumatologia e Immunologia, sia la strada che nel prossimo
futuro assicurerà ai malati del gruppo MA.R.I.C.A. le cure più
attente e tempestive, con minori disagi per i pazienti e minori costi
per le famiglie e per il sistema sanitario in generale.
COLLABORAZIONE E COORDINAMENTO TRA A.B.A.R., A.LO.MA.R. E LES
Il 7 settembre 2002 si svolta a Brescia una riunione tra i rappresentanti
delle tre associazioni, coordinata dal Dottor Roberto Gorla, per promuovere
un incontro, a livello regionale, tra gli ammalati reumatici, i responsabili
dei centri di Reumatologia e i rappresentanti dell’assessorato alla
sanità della Regione Lombardi. Scopo dell’incontro: aggiornare
i malati e i loro famigliari sulle novità nelle terapie delle malattie
reumatiche, con particolare riguardo ai nuovi farmaci biologici e alle
garanzie circa l’impegno – ribadito nel piano socio sanitario
– a favore dell’assistenza e sostegno ai malati reumatici.
Durante la riunione gli ammalati presenti hanno posto le seguenti domande:
1. Quali novità per la cura dell’A.R.? Quali malati possono
trovare giovamento dall’impiego di farmaci biologici ?
2. Quale è il futuro di chi assume farmaci biologici ? Quali alternative
se non si raggiungono risultati significativi ? Per quanto tempo occorre
proseguire, se si ottiene la remissione ?
3. Quali sono i possibili effetti collaterali dei farmaci biologici ?
Quale sorveglianza deve essere applicata ? C’è il rischio
di “supermedicalizzare”il paziente ?
4. Le nuove terapie antireumatiche hanno modificato le modalità
di gestione dei malati nei centri di Reumatologia e il rapporto medico
paziente ?
5. Come integrare il lavoro del reumatologo, del medico di Medicina generale
e delle altre figure sociali e assistenziali nella gestione del malato
reumatico ?
6. Varato il piano socio-sanitario della Regione Lombardia, qual è
l’impegno delle istituzioni regionali a favore dei malati reumatici
?
A conclusione dell’incontro, è stato dato mandato a Maria
Grazia Pisu, presidente dell’A.Lo.Ma.R., di organizzare a Milano
un convegno per avere risposte alle domande degli ammalati.
Al convegno, tenutosi il 30 novembre 2002, con grande partecipazione di
ammalati tra i quali più di cinquanta da Brescia, erano presenti
i maggiori responsabili dei centri di Reumatologia, le associazioni di
malati reumatici, i responsabili della sanità della Regione Lombardia.
I temi trattati e le risposte alle domande dei malati verranno riproposte
all’assemblea provinciale che si terrà a Brescia il 3 maggio
2003 presso l’aula Montini dell’Ospedale Civile.
OBBIETTIVO RAGGIUNTO
Sandra Baiguera, presidente del comitato UN ATTONE PER L’IMMUNOLOGIA
– di cui fa parte A.B.A.R., ADMO e LES – ha convocato, il
7 ottobre 2002, una conferenza stampa per comunicare l’avvenuto
appalto dei lavori per la costruzione del nuovo edificio del Servizio
di Reumatologia, Immunologia e Allergologia clinica. Nella stessa occasione
è stato illustrato anche il progetto di assistenza alle malattie
reumatiche immunomediate, approvato dalla Regione Lombardia e coordinato
dall’ASL, reso noto ai nostri associati nell’opuscolo del
2001, attraverso la relazione del Dottor Genesio Balestrieri.
L’A.B.A.R. si è posta fin dai sui inizi come obbiettivo tra
i primi proprio la realizzazione della nuova sede dell’Immunologia:
i motivi, i nostri associati li conoscono molto bene, soprattutto i malati
con problemi di deambulazione.
Riportiamo dal Giornale di Brescia: “Obiettivo raggiunto grazie
all’impegno di molti, ma soprattutto grazie alla costanza dei volontari
delle associazioni A.B.A.R., ADMO e LES…..che, costituitesi nel
comitato “ un mattone per l’immunologia” hanno sensibilizzato
opinione pubblica, politici, amministratori. Hanno coinvolto il mondo
dello sport e dello spettacolo nella grande impresa di raccolta di fondi
per la costruzione della nuova sede”
I lavori hanno avuto inizio nel gennaio 2003 e la loro durata è
prevista in 460 giorni.
STUDIO OSSERVAZIONALE ANTARES
Ha dato buoni risultati l’iniziativa di LIMAR (Lega Italiana contro
le Malattie Reumatiche e per l’aiuto dei malati reumatici) e ANMAR
(Associazione Nazionale Malati Reumatici) di richiamare l’attenzione
sulla necessità di favorire il ricorso alle cure più recenti
(farmaci biologici) per tutti i malati di A.R. mediante una conferenza
stampa a Milano e una lettera aperta pubblicata su una intera pagina di
un quotidiano nazionale, si era sottolineato come i costi maggiori delle
nuove terapie siano compensati con minori costi sociali per pensioni di
invalidità, per ore di lavoro perse e così via.
A un anno circa di distanza, possiamo dire che le sperequazioni tra regione
e regione sono meno gravi e che quindi aumentano il numero di malati di
A.R. che vengono sottoposti alle nuove terapie.
Anche se, come è noto, non a tutti danno risultati favorevoli,
è chiaro che la decisione riguardo a queste cure spetta ai medici
specialisti, immunologi e reumatologi e noi, come associazione di volontariato,
dobbiamo continuare la nostra azione di sensibilizzazione verso la Regione
Lombardia e nello stesso tempo appoggiare le associazioni nazionali perché
ogni regione abbia la possibilità di erogare le prestazioni necessarie.
IL CENTRO DI RIABILITAZIONE ASL DI VIA NIKOLAJEWKA
Per la ormai annosa questione del Centro di via Nikolajewka è intervenuto
anche l’assessore ai servizi sociali del Comune di Brescia, su mandato
dell’associazione AIAS (assistenza spastici), UILMD (distrofia muscolare),
A.B.A.R. e LES.
L’assessore Giovanna Giordani Bussolanti ha chiesto alla attuale
proprietà del Centro, vale a dire gli Spedali Civili, quali siano
i progetti di utilizzazione della struttura e le modalità attraverso
le quali si intende garantire la riabilitazione e le terapie fisiche di
mantenimento alle persone disabili.
Il 10 dicembre 2002 il direttore generale degli Spedali Civili, Dottor
Lucio Mastromatteo, ha risposto all’assessore che al momento, il
Centro, pur essendo stata trasferita la proprietà agli Spedali
Civili, è ancora gestito dall’ASL di Brescia.
Il 6 febbraio 2003 le associazioni hanno incontrato il nuovo direttore
generale dell’ASL, Dottor Carmelo Scarcella, il quale non ha dato
garanzie concrete sul potenziamento del Centro e non esclude l’ipotesi
che venga dato in appalto a privati.
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