Carissimi, direi che
l'anno appena trascorso e' stato finalmente positivo. Come tutti sapete,
infatti, sono regolarmente partiti i lavori per la costruzione della palazzina
che ospiterà il servizio di immunologia.
Tutto ciò ci riempie di grande soddisfazione, e gratifica l'impegno,
costante e determinato, svolto dalle associazioni ABAR, ADMO e LES, insieme
in un comitato per raggiungere meglio questo obiettivo, si sa l'unione
fa la forza, e quindi si realizzano meglio quegli scopi, che noi realtà
locali ci siamo proposti. Infatti appartenendo ad un'associazione nazionale,
posso dire che lo stesso entusiasmo e la voglia di fare insieme a lungo
andare può venir meno, sia per motivi logistici, o per questione
di tempo o di salute, visto che si tratta di associazioni di malati, e
quindi il doversi muovere sul territorio, per partecipare a riunioni a
tutti i livelli, per conoscere altre realta', può distoglierci
dalle vere esigenze locali.
Sapendo che l'ABAR si era prefissata di passare dal locale al nazionale,
farei alcune riflessioni ad esempio, per far fronte a tutti gli impegni
che ne deriverebbero, ci vorrebbero più persone disposte a dedicare
il loro tempo all'associazione. Capisco che la voglia di confrontarsi
al di fuori del proprio ambito e' grande, anche per verificare se il lavoro
svolto e' fatto in modo uguale, e da questo confronto con gli altri ci
si mette in discussione per migliorarsi e proseguire al meglio il proprio
intento, ma è proprio considerando che i traguardi raggiunti a
Brescia sono arrivati grazie all'impegno delle sezioni locali e non dalle
sedi nazionali, non vorrei che per volersi allargare su tutto il territorio
si finisca con il dover tralasciare i problemi che più ci riguardano.
Volevo inoltre sottolineare che e' con grande soddisfazione che ho accettato,
quando mi e' stato proposto, di far parte del consiglio direttivo dell'ABAR-LES.
Tutto ciò vuole dire impegnarsi insieme, unire le proprie forze
per continuare a lavorare come associazioni, ma soprattutto come persone
che fanno parte di questo progetto di volontariato, e mi sento in dovere
di ringraziare voi tutti, perchè fare il volontario e' una cosa
di grandissimo valore, che non ha prezzo, giungere dove c'è la
necessità, la dove le istituzioni e gli addetti ai lavori non arrivano.
Concludo salutando Alice, Attilio, Bruno e Federico, ringraziandoli per
quello che ci hanno dato dal profondo dei loro cuori.
Grazie.
Franco
|