MA.R.I.C.A
Malattie Reumatiche Infiammatorie Croniche e Autoimmuni

 

 
   

ARTRITE REUMATOIDE

Cosa è la AR?
La AR è una malattia cronica, destinata cioè a durare per tutta la vita, con prevedibili periodi di remissione, avvicendati a periodi di riaccensione. Essa colpisce in particolare le articolazioni, con dolore, impaccio al movimento, rigonfiamento, e limitazione delle possibilità di funzione di molte sedi articolari. Se lasciata senza trattamento, la AR porta a una significativa distruzione delle articolazioni colpite, condizionante una invalidità permanente. Benché le articolazioni siano il bersaglio preferito della AR, un quadro infiammatorio può presentarsi anche a carico di altri organi o apparati (cute, occhio, polmone, rene, apparato cardiocircolatorio, etc.), soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia. Ne sono colpiti circa lo 0.5% della popolazione generale.
La AR può presentarsi a ogni età, ma più frequentemente fra i 35 ed i 50 anni, privilegiando il sesso femminile, con un rapporto femmine/maschi di 3:1.

Quale è la causa della AR?

La causa dell’Artrite Reumatoide è tutt’oggi ignota. La AR è classificata come una malattia autoimmune sistemica, in cui certe cellule del sistema immunitario presentano una alterata funzione e attaccano, provocando infiammazione, il proprio stesso organismo. Si ritiene vi sia una predisposizione genetica alla AR, ma non è una malattia ereditaria. Nonostante sia stato ipotizzato che la malattia possa essere scatenata da fattori ambientali, quali infezioni, che stimolano il sistema immunitario, l’AR non è una malattia contagiosa.
L'attivo lavoro di ricerca sulle cause della AR ha condotto alla identificazione di alterazioni immunitarie che giocano un ruolo chiave nel mantenimento dello stato infiammatorio, permettendo la introduzione in terapia di nuovi farmaci biologici.

Quali sono i sintomi della AR

Per quanto il quadro possa variare da paziente a paziente, taluni sintomi di esordio sono comuni. In particolare:
- dolore e tumefazione alle articolazioni, con interessamento simmetrico. Anche se la AR può colpire tutte le articolazioni, essa manifesta una certa predilezione per quelle di mani e piedi, che tendono ad essere colpite più frequentemente di altre;
- rigidità mattutina, che può durare da una - due ore fino all'intera giornata. Questo sintomo ha una notevole importanza diagnostica, dal momento che non è presente in molte altre malattie articolari;
- sintomi generali, quali:
a. riduzione dell'appetito;
b. febbricola;
c. perdita di forze e facile stancabilità.
Se questi sono i sintomi caratteristici dell'esordio, nelle fasi più avanzate di malattia possono invece comparire:
- progressiva perdita della funzione articolare, dovuta ad erosione e deformazione dei capi articolari;
- interessamento extra-articolare, con:
a. nodulazioni cutanee non dolenti (noduli reumatoidi);
b. secchezza della mucosa orale e congiuntivale (Sindrome di Sjogren secondaria);
c. interessamento oculare,con episclerite da AR, o cataratta (da terapia);
d. anemia da infiammazione cronica;
e. sindromi da compressione di nervi periferici (frequente la Sindrome del tunnel carpale, con formicolii alle mani, specie notturni);
f. interstiziopatia nodulare polmonare;
g. pleuriti o pericarditi;
h. vasculite cutanea o sistemica, con interessamento renale;
i. osteoporosi (impoverimento della componente minerale dell'osso) da AR e da terapia;
l. amiloidosi sistemica, da infiammazione cronica;
m. arteriosclerosi con tutte le conseguenze cerebro-cardio-vascolari.

Un precoce e corretto atteggiamento terapeutico offre oggi la possibilità di dominare i segni e sintomi dell’esordio della malattia (remissione) e di prevenire, o quantomeno significativamente rallentare, l’evoluzione della malattia con minimizzazione delle possibili complicazioni a lungo termine dell’AR
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Trattamento della AR
Considerato che la AR è una malattia cronica, perdurante cioè per l'intera vita, capace di alterare seriamente la funzione articolare, è chiaro che i provvedimenti da prendere dovranno essere articolati su più piani.
a) Informazione del paziente.
La diagnosi di AR, costituisce sicuramente un elemento da non trascurare nella pianificazione della vita. Questo non impedisce in alcun modo la realizzazione di una vita piena, ma obbliga a tener presente la compatibilità fra quanto si programma con il pericolo di determinare riaccensioni della malattia.
Questo comporterà obbligatoriamente una revisione dello stile di vita. Considerato il tipo di patologia e le possibili complicanze sopraelencate, è sicuramente consigliabile un sano regime di vita, includente una attenzione alla dieta (evitare il sovrappeso), alle abitudini voluttuarie (evitare il fumo e l' uso di alcoolici, per altro questi ultimi non compatibili con talune terapie). Necessario inoltre ritagliare un certo tempo della giornata da dedicare ad una ginnastica di mantenimento. Mantenersi in forma e svolgere una certa attività fisica non logorante le articolazioni, contribuiranno al mantenimento di un buon trofismo della muscolatura e della capacità a svolgere attività quotidiane anche nel futuro.
Sempre in questo contesto, una certa valutazione merita anche la attività lavorativa. E' chiaro che l'addetto al martello pneumatico, o il piastrellista, o il muratore che lavora su impalcature, etc. dovranno prendere in considerazione la possibilità di modificare il proprio impegno lavorativo (un aiuto nei rapporti con il datore di lavoro può essere trovato presso l’Associazione dei Malati), ma qualsiasi altra attività lavorativa comporta una valutazione da parte del Suo Fisiochinesiterapista, per la messa in atto di alcune avvertenze utili nel lavoro quotidiano.
Un supporto di estremo valore infine è il coinvolgimento dell' ambiente famigliare.
La AR è una malattia con una storia secolare. Ci permetta di ricordarLe alcuni personaggi che hanno convissuto con questa malattia, quali il compositore musicista Paganini, Cristoforo Colombo, il cardiochirurgo Barnard, realizzandosi pienamente e raggiungendo una chiara fama.
Questo solo per ricordare che, se un malato non diventerà famoso come i personaggi citati, la colpa non sarà certo della AR.

b ) Fisiochinesiterapia.
Per quanto nel capitolo precedente già è stata ricordata l'importanza della Fisiochinesiterapia, intesa nel senso più ampio di ginnastica di rilassamento, mantenimento della funzione articolare e terapia occupazionale, questa possibilità terapeutica viene nuovamente ricordata per la sua importanza. Gran parte della cura dipende dall'impegno della persona malata a contribuire alla propria salute.

c) Terapia medica
La terapia medica per la AR è assai migliorata negli ultimi 20 anni. I trattamenti attuali offrono a molti pazienti una buona riduzione dei sintomi o la loro scomparsa, con un conseguente buon livello di vita. Dal momento che fino ad oggi non esiste un farmaco che guarisca la AR, lo scopo della terapia è di minimizzare o abolire i sintomi del paziente e la invalidità, introducendo la appropriata terapia farmacologica precocemente nel corso della malattia, prima che un danno articolare permanente si sia instaurato. Dominare precocemente l’infiammazione articolare, mediante opportuna terapia, può significativamente prevenire le lesioni articolari permanenti. Non esiste però un trattamento cui tutti i pazienti siano ugualmente responsivi, ed è quindi necessario, per molti pazienti, modificare la terapia durante il corso della loro malattia.
Sono oggi disponibili diverse categorie di farmaci:
a. Farmaci Anti-Infiammatori Non Steroidei (FANS) e Corticosteroidi.
Sia i FANS, sia i cortisonici, sono di certo in grado di attenuare, o correggere anche completamente in certi casi, lo stato infiammatorio articolare, ma non sono in grado di modificare per nulla l'evoluzione della malattia.
Hanno comunque un ampio uso, specie per superare sintomatologie particolarmente acute.
b. Farmaci in grado di modificare il decorso della AR, definiti per questo "farmaci di fondo" o Disease Modifying Anti Rheumatic Drugs (DMARDs), classicamente usati insieme con i FANS e/o basse dosi di corticosteroidi. Questa classe di farmaci ha grandemente migliorato i sintomi e la qualità di vita della maggioranza dei pazienti. La classe dei DMARDs comprende: methotrexate, idrossiclorochina (Plaquenil), sulfasalazina (Salazopyrin EN), sali d'oro (Fosfocrisolo), ciclosporina A (Sandimmun), leflunomide (Arava). La dimostrazione inoltre che l'impiego di questi farmaci in associazione si dimostra maggiormente efficace nel controllo della evoluzione della malattia, senza un incremento cumulativo della loro tossicità, ha aperto la strada al più moderno atteggiamento terapeutico, che prevede appunto l'impiego associativo di più farmaci, in accordo agli schemi che si sono dimostrati maggiormente efficaci. Tra questi:
- Methotrexate + Idrossiclorochina
- Methotrexate + Sulfasalazina
- Methotrexate + Ciclosporina A
- Methotrexate + Idrossiclorochina + Sulfasalazina o Ciclosporina A.
c. Farmaci "biologici". Costituiscono una nuova serie di farmaci, in grado di bloccare l'azione di talune proteine favorenti l’infiammazione, esageratamente incrementate nell’artrite, che svolgono un ruolo rilevante nell'automantenimento dell'infiammazione caratteristica della AR. Questa classe comprende oggi: infliximab (Remicade), etanercept (Enbrel), anakinra (Kineret), adalimumab (Humira), ed altre molecole sono attualmente in studio. Tali farmaci "biologici" hanno dimostrato la capacità di ridurre o abolire i sintomi di AR in molti pazienti non responsivi ad altre terapie.

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