ARTRITE REUMATOIDE
Cosa
è la AR?
La AR è una malattia cronica, destinata cioè a durare
per tutta la vita, con prevedibili periodi di remissione, avvicendati
a periodi di riaccensione. Essa colpisce in particolare le articolazioni,
con dolore, impaccio al movimento, rigonfiamento, arrossamento e limitazione
delle possibilità di funzione di molte sedi articolari. Se lasciata
senza trattamento, la AR porta a una significativa distruzione delle
articolazioni colpite, condizionante una invalidità permanente.
Benché le articolazioni siano il bersaglio preferito della AR,
un quadro infiammatorio può presentarsi anche a carico di altri
organi o apparati (cute, occhio, polmone, rene, apparato cardiocircolatorio,
etc.), soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia.Frequenza
della AR
I dati oggi disponibili dimostrano che in Italia vi sono da 3 a 7 persone
su mille con AR. Considerata la popolazione italiana, questo vuol dire
che il numero di persone in Italia sofferenti per AR va da 190.000 a
410.000.
La AR può presentarsi a ogni età, ma più frequentemente
fra i 35 ed i 50 anni, privilegiando il sesso femminile, con un rapporto
femmine/maschi di 4:1. Quale è la causa della AR?
La causa dell’Artrite Reumatoide è tutt’oggi ignota.
La AR è classificata come una malattia autoimmune sistemica,
in cui certe cellule del sistema immunitario presentano una alterata
funzione e attaccano, provocando infiammazione, il proprio stesso organismo.
Si ritiene vi sia una predisposizione genetica alla AR, ma non è
una malattia ereditaria. Nonostante sia stato ipotizzato che la malattia
possa essere scatenata da fattori ambientali, quali infezioni, che stimolano
il sistema immunitario, l’AR non è una malattia contagiosa.
L'attivo lavoro di ricerca sulle cause della AR ha condotto alla identificazione
di alterazioni immunitarie che giocano un ruolo chiave nel mantenimento
dello stato infiammatorio, permettendo la introduzione in terapia di
nuovi farmaci.
Quali
sono i sintomi della AR
Per quanto il quadro possa variare da paziente
a paziente, taluni sintomi di esordio sono comuni. In particolare:
- dolore e tumefazione alle articolazioni, con interessamento simmetrico.
Anche se la AR può colpire tutte le articolazioni, essa manifesta
una certa predilezione per quelle di mani e piedi, che tendono ad essere
colpite più frequentemente di altre;
- rigidità mattutina, che può durare da una - due ore
fino all'intera giornata. Questo sintomo ha una notevole importanza
diagnostica, dal momento che non è presente in molte altre malattie
articolari;
- sintomi generali, quali:
a. riduzione dell'appetito;
b. febbricola;
c. perdita di forze e facile stancabilità.
Se questi sono i sintomi caratteristici dell'esordio,
nelle fasi più avanzate di malattia possono invece comparire:
- progressiva perdita della funzione articolare, dovuta ad erosione
e deformazione dei capi articolari;
- interessamento extra-articolare, con:
a. nodulazioni cutanee non dolenti (noduli reumatoidi);
b. secchezza della mucosa orale e congiuntivale (Sindrome di Sjogren
secondaria);
c. interessamento oculare,con episclerite da AR, o cataratta (da terapia);
d. anemia da infiammazione cronica;
e. sindromi da compressione di nervi periferici (frequente la Sindrome
del tunnel carpale, con formicolii alle mani, specie notturni);
f. interstiziopatia nodulare polmonare;
g. pleuriti o pericarditi;
h. vasculite cutanea o sistemica, con interessamento renale;
i. osteoporosi (impoverimento della componente minerale dell'osso) da
AR e da terapia;
l. amiloidosi sistemica, da infiammazione cronica;
m. arteriosclerosi con tutte le conseguenze cerebro-cardio-vascolari.
Un precoce e corretto atteggiamento terapeutico offre oggi la possibilità
di dominare i segni e sintomi dell’esordio della malattia (remissione)
e di prevenire, o quantomeno significativamente rallentare, l’evoluzione
della malattia con minimizzazione delle possibili complicazioni a lungo
termine dell’AR.
Trattamento
della AR
Considerato che la AR è una malattia cronica, perdurante cioè
per l'intera vita, capace di alterare seriamente la funzione articolare,
è chiaro che i provvedimenti da prendere dovranno essere articolati
su più piani.
a) Informazione del paziente.
La diagnosi di AR che Le è stata formulata, costituisce sicuramente
un elemento da non trascurare nella pianificazione della Sua vita. In
effetti, d'ora in avanti, dovrà tenere presente nelle Sue scelte
questa incomoda presenza. Questo non impedisce in alcun modo la realizzazione
di una vita piena, ma obbliga a tener presente la compatibilità
fra quanto si programma con il pericolo di determinare riaccensioni
della malattia.
Questo comporterà obbligatoriamente una revisione del Suo stile
di vita. Considerato il tipo di patologia e le possibili complicanze
sopraelencate, è sicuramente consigliabile un sano regime di
vita, includente una attenzione alla dieta (evitare il sovrappeso),
alle abitudini voluttuarie (evitare il fumo e l' uso di alcoolici, per
altro questi ultimi non compatibili con talune terapie). Necessario
inoltre ritagliare un certo tempo della giornata da dedicare ad una
ginnastica di mantenimento, che Le verrà insegnata dal Fisiochinesiterapista,
al quale sarà indirizzata dallo Specialista che Le ha posto la
diagnosi. Mantenersi in forma e svolgere una certa attività fisica
non logorante le articolazioni (ideale, ad esempio, il nuoto in piscina,
ma sconsigliato il tennis), contribuiranno al mantenimento di un buon
trofismo della muscolatura e della capacità a svolgere attività
quotidiane anche nel futuro.
Sempre in questo contesto, una certa valutazione merita anche la attività
lavorativa. E' chiaro che l'addetto al martello pneumatico, o il piastrellista,
o il muratore che lavora su impalcature, etc. dovranno prendere in considerazione
la possibilità di modificare il proprio impegno lavorativo (un
aiuto nei rapporti con il datore di lavoro può essere trovato
presso l’Associazione dei Malati), ma qualsiasi altra attività
lavorativa comporta una valutazione da parte del Suo Fisiochinesiterapista,
per la messa in atto di alcune avvertenze utili nel lavoro quotidiano.
Un supporto di estremo valore infine è il coinvolgimento del
Suo ambiente famigliare che, preso atto della Sua diagnosi e dei Suoi
problemi, saprà sostenerLa in caso di difficoltà, confermandoLe
in ogni momento come il valore ed il vero significato di una persona
sia qualcosa di completamente diverso dalle sue possibilità fisiche,
totalmente indipendente da queste.
La AR è una malattia con una storia secolare. Ci permetta di
ricordarLe alcuni personaggi che hanno convissuto con questa malattia,
quali il compositore musicista Paganini, Cristoforo Colombo, il cardiochirurgo
Barnard, realizzandosi pienamente e raggiungendo una chiara fama.
Questo solo per ricordarLe che, se Lei non diventerà famoso come
i personaggi citati, la colpa non sarà certo della AR che Le
è stata diagnosticata.
b
) Fisiochinesiterapia.
Per quanto nel capitolo precedente già Le si sia ricordata l'importanza
della Fisiochinesiterapia, intesa nel senso più ampio di ginnastica
di rilassamento, mantenimento della funzione articolare e terapia occupazionale,
questa possibilità terapeutica Le viene nuovamente ricordata,
affinché Lei non cada nell'errore di pensare che, una volta assunte
le compresse che lo Specialista che Le ha posto la diagnosi Le ha sicuramente
prescritto, Lei abbia esaurito tutto quanto Le è richiesto per
affrontare la Sua malattia.
c)
Terapia medica
La terapia medica per la AR è assai migliorata negli ultimi 20
anni. I trattamenti attuali offrono a molti pazienti una buona riduzione
dei sintomi o la loro scomparsa, con un conseguente buon livello di
vita. Dal momento che fino ad oggi non esiste un farmaco che guarisca
la AR, lo scopo della terapia è di minimizzare o abolire i sintomi
del paziente e la invalidità, introducendo la appropriata terapia
farmacologica precocemente nel corso della malattia, prima che un danno
articolare permanente si sia instaurato. Dominare precocemente l’infiammazione
articolare, mediante opportuna terapia, può significativamente
prevenire le lesioni articolari permanenti. Non esiste però un
trattamento cui tutti i pazienti siano ugualmente responsivi, ed è
quindi necessario, per molti pazienti, modificare la terapia durante
il corso della loro malattia.
Sono oggi disponibili diverse categorie di farmaci:
a. Farmaci Anti-Infiammatori Non Steroidei (FANS)
e Corticosteroidi.
Sia i FANS, sia i cortisonici, sono di certo in grado di attenuare,
o correggere anche completamente in certi casi, lo stato infiammatorio
articolare, ma non sono in grado di modificare per nulla l'evoluzione
della malattia.
Hanno comunque un ampio uso, specie per superare sintomatologie particolarmente
acute.
b. Farmaci in grado di modificare il decorso della
AR, definiti per questo "farmaci di fondo" o Disease Modifying
Anti Rheumatic Drugs (DMARDs), classicamente usati insieme con
i FANS e/o basse dosi di corticosteroidi. Questa classe di farmaci ha
grandemente migliorato i sintomi e la qualità di vita della maggioranza
dei pazienti. La classe dei DMARDs comprende: methotrexate, idrossiclorochina
(Plaquenil), sulfasalazina (Salazopyrin EN), sali d'oro (Fosfocrisolo),
ciclosporina A (Sandimmun), leflunomide (Arava). La dimostrazione inoltre
che l'impiego di questi farmaci in associazione si dimostra maggiormente
efficace nel controllo della evoluzione della malattia, senza un incremento
cumulativo della loro tossicità, ha aperto la strada al più
moderno atteggiamento terapeutico, che prevede appunto l'impiego associativo
di più farmaci, in accordo agli schemi che si sono dimostrati
maggiormente efficaci. Tra questi:
- Methotrexate + Idrossiclorochina
- Methotrexate + Sulfasalazina
- Methotrexate + Ciclosporina A
- Methotrexate + Idrossiclorochina + Sulfasalazina o Ciclosporina A.
c. Farmaci "biologici". Costituiscono
una nuova serie di farmaci, in grado di bloccare l'azione di talune
proteine favorenti l’infiammazione, esageratamente incrementate
nell’artrite, che svolgono un ruolo rilevante nell'automantenimento
dell'infiammazione caratteristica della AR. Questa classe comprende
oggi: infliximab (Remicade), etanercept (Enbrel), anakinra (Kineret),
adalimumab (Humira), ed altre molecole sono attualmente in studio. Tali
farmaci "biologici" hanno dimostrato la capacità di
ridurre o abolire i sintomi di AR in molti pazienti non responsivi ad
altre terapie.
*****************************
Come
Lei può vedere, non sono certo poche le risorse utili a correggere
i sintomi della Sua malattia, disponibili al Medico di Medicina Generale
Suo Curante, al Fisiatra ed allo Specialista Reumatologo che La seguono.
Di certo resta però indispensabile la Sua partecipata collaborazione
e la Sua disponibilità a:
- un rapporto di totale sincerità e confidenza con il Suo Medico
Curante e con lo Specialista. Ad esempio, se Lei non tollera per qualsiasi
motivo un farmaco, è molto meglio dirlo che non lasciar credere
che lo stia realmente assumendo, quando invece lo ha già sospeso
da tempo. O, ancora, se Lei desidera un figlio, uomo o donna che Lei
sia, comunicarlo allo Specialista che La segue darà la possibilità
di modificare la terapia in atto con l'utilizzo di farmaci compatibili
con paternità o maternità;
- sottoporsi a periodiche visite ambulatoriali presso il Suo Curante
e lo Specialista, destinate a valutare la Sua risposta alla terapia
in corso e la eventuale necessità di modifiche;
- sottoporsi a periodici esami del sangue, per escludere effetti collaterali
dannosi della terapia in atto
**************************